Da una macchina fotografica a 15 anni alle grotte iblee: come nasce Pietre Vive

Interno di una catacomba rupestre scavata nella roccia calcarea: tombe ad arcosolio lungo le pareti e tombe a fossa sul pavimento, con un pilastro di roccia risparmiata a sostegno della volta.

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Tutto comincia con un regalo di compleanno, molti anni prima che sapessi cosa fosse un arcosolio o chi fossero i Normanni in Sicilia. Avevo quindici anni, vivevo a Palermo, e mi regalarono una macchina fotografica. Ho iniziato fotografando quello che avevo intorno: paesaggi, insetti, fiori. Qualche anno dopo ho cominciato a sviluppare e stampare da solo, in camera oscura, e nel frattempo si era affacciata anche la subacquea — e con lei, naturalmente, la fotografia subacquea.

Palermo è rimasta casa fino ai 24 anni. Poi il lavoro mi ha portato a Napoli, dove comprai anche una videocamera VHS — un aggeggio enorme, di quelli che oggi fanno sorridere solo a ricordarli.

È a Napoli che l’archeologia entra nella mia vita, quasi per caso. Il ritrovamento di alcune anfore, la frequentazione del parco archeologico subacqueo di Baia, e da lì ho cominciato a divorare libri di storia e archeologia, uno dopo l’altro. Ma la scintilla vera, quella che ha trasformato una curiosità in un progetto, è stata la mia prima visita a Cuma. È lì che ho capito che non mi bastava più leggere quei luoghi: volevo raccontarli.

Tornato in Sicilia, mi sono fermato a Siracusa, dove grazie all’amicizia con un archeologo specializzato ho iniziato a esplorare catacombe e siti rupestri. E infine, da qualche anno, vivo a Ragusa Ibla. Esplorando l’altopiano ibleo quella passione si è rafforzata fino a diventare un progetto vero e proprio: far conoscere, attraverso i documentari, il fascino di luoghi dimenticati e di un periodo storico di cui sappiamo, molto spesso, solo a metà — dove tra il fatto accertato e l’ipotesi di lavoro corre un confine sottile, che vale la pena rispettare invece di ignorare. Un periodo, e una koinè culturale, che non si fermano ai confini della Sicilia: il mondo bizantino, normanno e medievale ha attraversato tutto il Sud Italia, e Pietre Vive vuole seguirlo dove porta, non dove si ferma una regione amministrativa.

Pietre Vive nasce da questo percorso lungo trent’anni di macchine fotografiche, immersioni, libri e camminate tra rovine. Oggi è ancora un progetto agli inizi: il primo documentario, su Pentedattilo — in Calabria, non a caso il primo passo fuori dalla Sicilia — è online; quello sulla Grotta dei Santi di Licodia Eubea, sull’altopiano ibleo, è in lavorazione; altri — su Castelluccio di Noto, sull’altopiano ibleo, su Argimusco — sono ancora sul tavolo, in fase di ricerca. L’altopiano ibleo resta il cuore del mio lavoro, il territorio che conosco passo per passo e che amo raccontare per primo. Ma l’ambizione è più ampia: seguire lo stesso filo storico — bizantino, normanno, medievale — ovunque in Italia meridionale ci porti, una pietra alla volta.

Non nascondo questa fase iniziale: anzi, credo che valga la pena raccontarla, perché un documentario storico-archeologico non nasce mai dal nulla. Nasce da mesi di fonti incrociate, di strade scartate, di dubbi che a volte restano aperti anche dopo la pubblicazione.

Questo blog sarà il posto dove racconto quel lavoro dietro le quinte: le fonti su cui costruisco ogni documentario, i criteri con cui distinguo un fatto accertato da un’ipotesi e un’ipotesi da una leggenda tramandata, i ripensamenti, le scoperte che cambiano una sceneggiatura a metà lavorazione.

Se mi conoscete già dalla mia pagina Facebook di fotografia, questa è la stessa macchina fotografica di sempre, solo puntata su un soggetto diverso: non più solo paesaggi, insetti e fondali, ma le pietre di un periodo storico che nel Sud Italia conosciamo ancora troppo poco. Ed è qui che vi chiedo un favore: il canale YouTube è dove i documentari prendono davvero forma — immagini, ricostruzioni 3D, voce narrante — ma è ancora agli inizi. Se l’argomento vi incuriosisce, trovate già online il documentario su Pentedattilo, e a breve arriverà quello sulla Grotta dei Santi. Iscrivervi al canale è il modo più semplice per non perdervi le prossime uscite, e per me significa molto in questa fase.

Benvenuti sull’altopiano. Il viaggio è appena cominciato.

Pietre Vive è un progetto di documentazione storico-archeologica dedicato al Sud Italia bizantino, normanno e medievale, con un radicamento particolare nell’altopiano ibleo. Il primo documentario, su Pentedattilo, è disponibile sul canale YouTube.

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